FF.OO.:CONSIGLIO REGIONALE CONTRO I CODICI IDENTIFICATIVI; LIETO DI ESSERE L’UNICA ODIERNA ECCEZIONE!

Pubblicato: 4 dicembre 2012 da fabiole in Senza categoria
indovina

Immagine della campagna “Indovina chi?” lanciata dal portale ilcorsaro.info

di Fabrizio Biolé

L’Aula del Consiglio Regionale si è espressa oggi in merito ad un ordine del giorno dell’Ufficio di Presidenza, il numerio 921, proposto a seguito delle manifestazioni del 14 novembre che vede da parte dei proponenti una forte presa di posizione contro l’ipotesi di procedere a livello nazionale con una legge che finalmente possa allineare il nostro paese a Francia, Gran Bretagna, Germania, Svezia, Grecia, Irlanda, Norvegia e Austria, solo per citarne alcuni.

Sono tutti paesi europei, quelli eIencati, che hanno in vigore leggi che obbligano la presenza di codici identificativi sulle divise e sui caschi delle forze dell’ordine in assetto antisommossa.

Purtroppo gli episodi di superamento degli inderogabili princìpi di legalità cui devono sottostare i tutori dell’ordine sono numerosi in molti contesti, dalla manifestazione di piazza, ad azioni di interrogatori a seguito di fermi o arresti.

Il voto dell’ordine del giorno regionale che testualmente “auspica che il Governo italiano non dia corso alla proposta di inserire identificativi sulle divise degli agenti di Polizia, ritenendo che ciò comporterebbe dei gravi rischi per gli agenti anche nella sfera della vita privata” è stato positivo per tutti i votanti da destra a sinistra ad eccezione del sottoscritto.

Di questi ultimi giorni l’apertura dello stesso Ministro dell’Interno Cancellieri rispetto alla proposta del codice identificativo, per non parlare della presa di posizione positiva del sindacato di Polizia Silp CGIL, anche a seguito degli ultimi eventi relativi alle manifestazioni studentesche proprio del 14 novembre.
Più di ventimila sono inoltre ormai le sottoscrizioni della società civile a favore della proposta di identificativi sulle divise degli agenti antisommossa.

A quanto pare solo il Consiglio Regionale del Piemonte rimane arroccato a posizioni incomprensibili e antistoriche; cittadini, sindacati di settore, addirittura il bistrattato e, proprio a livello piemontese, bipartisan sostenuto governo tecnico hanno capito che è il momento di dare seguito alle ben tre proposte di legge già depositate in Parlamento.
Sono molto lieto di essere, almeno nella seduta di oggi, l’unica eccezione!

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