Si accende il Gerbido! Monitoriamone i danni insieme e spegniamolo!

Pubblicato: 2 marzo 2013 da fabiole in ambiente, decrescita, diritti, energia, politica, rifiuti zero, salute

incdi Gruppo Consiliare Progetto Partecipato

Il 30 aprile 2013 presumibilmente entrerà in funzione l’inceneritore di rifiuti cosiddetto del Gerbido, progettato, costruito e gestito da TRM (società pubblica di diritti privato) e il cui costo è di circa 450 milioni di euro di fondi pubblici, attraverso il sistema del project financing che vizia ogni tentativo di diminuzione della produzione di rifiuti e buona parte della filiera della raccolta differenziata, per non parlare dell’installazione di impianti per il trattamento a freddo, in quanto all’impianto deve essere garantito un quantitativo di rifiuti pari a 420 mila tonnellate l’anno.

L’inceneritore, impropriamente ed inganevolmente definito “termovalorizzatore”, rappresenta la fase terminale di “smaltimento” dei rifiuti, ovvero nella pratica la trasformazione dei rifiuti solidi residui dalla raccolta differenziata in sostanze volatili – quindi a maggior diffusione – pericolose per l’ambiente e la salute umana (diossine, furani, polveri ultrafini, metalli pesanti come arsenico, cadmio, cromo, mercurio, piombo, ecc.) in quanto assumibili per via aerea.

La concentrazione di sostanze nocive si accumula inoltre nei tessuti attraverso i vari passaggi della catena alimentare (suolo, vegetali, animali, uomo), provocando danni alla salute umana.

Oltre a fumi e polveri volatili, l’incenerimento produce comunque un 31% di rifiuti da smaltire in discarica, di cui il 24% come inerti e il 7% di ceneri tossiche che vanno in stoccaggi dedicati per rifiuti pericolosi.

Gli unici vantaggi di un “mostro” come quello del Gerbido sono quelli economici, enormi per chi concorre ala sua costruzione e alla sua gestione, infatti i cittadini ci rimetteranno risorse (soldi pubblici) e salute, i Comuni saranno indebitati per molti anni e l’ambiente ci rimettera in termini di inquinamento dell’aria e del suolo. In più la garanzia di ciclo continuo si avrà solo con la combustione di enormi quantità di gasolio e derivati del petrolio.

Per questo la politica dello smaltimento tramite incenerimento non avrebbe alcun senso se non fosse viziata dagli incentivi e dall’ottusità di molti amministratori.

Sarà l’ARPA Piemonte a gestire tra le altre cose il sistema di monitoraggio e controllo dell’aria nella zona del Gerbido. Ma, per poter garantire risultati oggettivi e affidabili, vista l’ormai presumibile impossibilità di impedire l’accensione dell’impianto, a partire dal 16 febbraio, il Coordinamento No Inceneritore – Rifiuti Zero di Torino ha avviato una nuova campagna per denunciare i danni alla salute e all’ambiente che provocherà l’inceneritore del Gerbido.

Si tratta di una raccolta fondi tra tutti i cittadini (indicativamente sono sufficienti 5 euro a testa) per finanziare uno studio indipendente sulla concentrazione di metalli pesanti nell’organismo umano, attraverso una prossima raccolta dati sulla popolazione infantile che vive nella zona adiacente all’inceneritore, indicativamente tra i 3 e i 6 chilometri di distanza, zona più a rischio secondo la pur scarsa letteratura pregressa.

La correttezza e la scientificità dello studio verrà certificata dai medici dell’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) mentre il finanziamento da parte della cittadinanza sarà garanzia di un’azione obiettiva e indipendente.

Se verranno riscontrati aumenti di tali sostanze, nel tempo saranno avviate nuove azioni legali che utilizzeranno questi dati scientifici per formalizzare la dimostrazione che la salute peggiora proprio a causa dell’inceneritore.

Il Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero sarà dunque pronto e attrezzato per denunciare con prove certe i danni patologici, inchiodando alle proprie responsabilità anche gli amministratori degli Enti Locali, in particolare i sindaci, cui spetta il compito istituzionale di tutori della salute dei cittadini.

La raccolta fondi del Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero, cui ho voluto contribuire con una somma del conto Progetto Partecipato sarà organizzata con gazebo in varie parti della città di Torno e nel circondario, iniziative pubbliche e incontri sul territorio. Tra le prossime ritengo utile segnalare l’assemblea di giovedì 14 marzo alle  21 a Rivalta organizzata dalla stessa aministrazione comunale. Si terrà al Centro Incontri “Il Mulino” in via Balegno 2.

Sul sito  www.rifiutizerotorino.info il calendario completo e la possibilità di contribuire online tramite versamento con Paypal.

Fermiamo tutti assieme questa politica assassina!

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commenti
  1. Una curiosità: l’impianto per il trattamento dei rifiuti organici di Borgaro, modificato pochi anni addietro, è in funzione?

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