Questa regione ci cancella anche la storia…e chi la custodisce!

Pubblicato: 6 aprile 2013 da fabiole in Senza categoria
resistenza adolescenzadi Fabrizio Biolé
C’è un settore molto particolare del comparto storico-culturale piemontese, che sta soffrendo da mesi la mancanza di trasferimenti regionali. E’ un settore che svolge un ruolo insostituibile e molto importante, e per di più non richiede grossi sforzi economici. Custodisce e trasmette la nostra storia più recente, quella che ha portato, al costo di centinaia di vita umane, alla democrazia moderna del nostro paese, passando per il varo della Carta Costituzionale nata dalla Resistenza degli anni ’40 del secolo scorso.

Gli Istituti Storici, nati all’indomani della Liberazione, sono stati riconosciuti formalmente, anche sotto il profilo del supporto economico, dalla Regione Piemonte prima con la legge 44 1974 e poi con la 28 del 1980, su recepimento della Legge Nazionale 3 del 1967.

Il riconoscimeno formale è però da alcuni anni spurio e non accompagnata da sostegno concreto ed essi, pur basandosi in larga parte sul volontariato, non possono continuare a fare il lavoro di raccolta, studio e divulgazione che in modo così competente hanno portato avanti per decenni.

Come denunciato da autorevoli referenti del settore, le problematiche sono complesse, anche e soprattutto per la situazione critica in cui versa il bilancio regionale, cionondimeno poche decine di migliaia di euro per mantenere in vita presìdi basilari per la cultura storica, soprattutto per le nuove generazioni, devono essere trovati, sia per il passato – le risorse 2012, pur ridotte di molto rispetto al periodo precedente, ancora sono state erogate – sia per il presente: nella ormai non più procrastinabile discussione sul bilancio di previsione 2013, ci deve essere spazio per un sostegno certo agli Istituti Storici della Resistenza!

Ho appena depositato un’interrogazione urgente in tal senso, affinchè la Giunta Regioanle si prenda davanti al Consiglio l’impegno alla continuazione del sostegno e al supporto, che lei stessa ha sottoscritto nella forma di Legge Regionale.

Perdere questo patrimonio significherebbe infatti cancellare un’insostituibile base culturale per i cittadini del presente e del futuro, partendo dal presupposto che, come scrive la stessa Regione, sul proprio sito internet: il supporto è necessario “…affinché tutti, e in particolare le generazioni più giovani, possano ricordare che i Diritti sono stati una conquista e che la Libertà è un dono prezioso che va difeso e custodito…”

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