La terra non si governa con l’economia! Nemmeno in Consiglio Regionale!

Pubblicato: 16 aprile 2013 da fabiole in ambiente, decrescita, democrazia, diritti, Economia, energia, politica

terradi Fabrizio Biolé

Martedì 23 aprile alle 13 presso la Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris presenterò alla stampa, alla presenza del Professor Luca Mercalli e dell’Ingegner Angelo Tartaglia, il mio Ordine del Giorno (sottoscritto già da diversi altri colleghi consiglieri, quali Monica Cerutti, Tullio Ponso, Angela Motta)  “La Terra non si governa con l’economia. Le leggi della natura prevalgono su quelle dell’uomo”, col quale intendo impegnare il Consiglio Regionale ad affrontare finalmente la non più rimandabile questione posta nell’omonimo appello a gennaio 2013 da più di 460 docenti e ricercatori italiani attivi nel Paese e all’estero, primi tra tutti proprio Mercalli e Tartaglia.

L’appello costituisce, a mio avviso, un esempio di alta onesta intellettuale e grande coraggio – circostanza rara in questo periodo di oscurantismo culturale e tecnicismo istituzionale – perché rompe il lungo, assordante silenzio sullo stato della situazione globale nell’attuale epoca storica.

Si tratta di una situazione allarmante e in rapido deterioramento, considerando le principali tendenze generali in corso come: l’aumento della popolazione, il riscaldamento climatico, la perdita di biodiversità, l’esaurimento delle risorse, l’instabilità politica, la carenza alimentare, la distruzione di suolo fertile, l’accumulo di rifiuti tossici e l’inquinamento persistente nell’aria, nelle acque e nei suoli oltre alla scarsità d’acqua potabile.

Significativamente, l’appello contiene anche una denuncia chiara del dominio culturale del dogma della crescita: crescita della finanza come unica modalità di progresso, crescita della ricchezza come forzata unità di misura del benessere, crescita della produzione come unico rimedio alla delocalizzazione, crescita dei consumi come unica soluzione allo smantellamento industriale.

Nonostante la complessità e la quasi irreversibilità dei processi in atto nel mondo sociale e naturale, la  crescita è, infatti, in ogni campagna elettorale e nelle dichiarazioni ufficiali prospettata come l’unica soluzione possibile ed efficace alla crisi in atto.

In disaccordo con il pensiero unico “crescista”, Mercalli, Tartaglia e gli altri firmatari auspicano e chiedono di prendere in considerazione un radicale cambio di paradigma culturale. In particolare, come ripreso dal mio Ordine del Giorno relativamente al’istituzione di competenza, propongono di aprire un dibattito pubblico, rigoroso e documentato sulla situazione, anzitutto riconsiderando un punto di vista ad oggi sistematicamente e volontariamente escluso dal dibattito main-stream dei media: quello della decrescita.

Il concetto che più intendo sottolineare è la solo apparente aleatorietà dei concetti espressi nell’appello, rispetto alla contingenza legata alle grandi problematiche che affliggono la società piemontese e italiana: niente di più falso! Cambiare punto di vista come rappresentante istituzionale, così come cittadino, rende molto più affrontabili anche le questioni più concrete, non fosse altro che per le soluzioni “laterali” che in questo modo si riesce ad elaborare.

L’invito è dunque per martedì 23 aprile alle 13 in Sala dei Presidenti, via Alfieri 15, Torino.

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commenti
  1. […] di partecipazione popolare, strettamente collegata ai temi per cui recentemente ho presentato un ordine del giorno sugli inevitabili limiti della crescita e sul rapporto tra le azioni antropiche e le leggi che […]

  2. […] EXPO 2015 rappresenta la quintessenza del modello unico dominante anche per un altro motivo: dal 1994 le Expo sono anche, da Statuto, “strumenti chiave per l’educazione allo sviluppo sostenibile”, quindi è chiaro come venga usato l’evento per colpire la coscienza delle giovani generazioni e “ingannarle”, in aperta antitesi con i limiti dello sviluppo e la necessità di convertire ogni settore della società secondo i criteri di sostenibilità come indicato anche dall’appello “La terra non si governa con l’economia”. […]

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