Resistenza e Costituzione colpevolmente abbandonate?

Pubblicato: 26 giugno 2013 da mallamacidaniele in arte e cultura, Bilancio, democrazia, politica

 

di Gruppo Consigliare Progetto Partecipato

Dopo poco più di due mesi la Giunta Regionale ha dato una risposta parziale alla mia interrogazione sullo stato dei contributi agli Istituti Storici della Resistenza, instancabili contesti di tutela, studio e divulgazione dei principi costituzionali e degli aspri conflitti che portarono alla loro stesura.

Essendo di fatto enti senza entrate proprie, essi sopravvivono grazie ai contributi forniti dagli enti che ne fanno parte, fungendo da insostituibili archivi, luoghi di ricerca e di valorizzazione del patrimonio storico-culturale, legati agli eventi che hanno caratterizzato la nostra regione negli anni precedenti alla Liberazione.

Formalmente: nella seconda metà di aprile 2013, gli uffici della Regione avrebbero deliberato la liquidazione in un’unica soluzione dei contributi del 2012, diminuiti di quasi la metà rispetto a pochi anni fa. Formalizzazione alla quale però, ad oggi, fine giugno 2013, non ha ancora avuto seguito l’effettiva erogazione.

E così ci troviamo nel settantesimo anniversario della Lotta di Resistenza con più dubbi che certezze, e a sei mesi dalla fine del 2012, in attesa del concreto trasferimento delle risorse regionali relative ad attività chiuse ormai da un semestre e senza impegno concreto per  l’annualità corrente se non un laconico: “Sarà fatto ogni sforzo da parte della Giunta Regionale per assicurare analogo impegno anche per l’anno 2013”.

Mi si permetta il parallelismo: proprio nei giorni in cui porgiamo l’ultimo saluto all’ultimo Padre Costituente, impegnato sessantott’anni orsono nella redazione della nostra Carta fondamentale, nata proprio dalla Resistenza, viviamo i dubbi e l’angoscia di uno stravolgimento bipartisan dei principi della stessa, senza che molti di essi siano stati nei decenni sostanzialmente applicati. Contestualmente, la precarietà degli Istituti è sempre più percettibile e profonda, come se custodire e continuare a divulgare le contraddizioni e il successivo riscatto del nostro paese nella storia recente, fosse ormai inattuale impegno di pochi anziché doverosa responsabilità di tutti!

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