Archivio per dicembre, 2013

https://i2.wp.com/coc.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/13174/ipocrisia.jpgdi Fabrizio Biolé

Negli ultimi giorni, determinanti per la definizione delle misure legate alla Legge di Stabilità 2014 – che è poi stata blindata antidemocraticamente sotto il voto di fiducia – si sono alzati i toni di discussione sulle necessità ormai non più procrastinabili per il mantenimento, la tutela ed il rilancio della linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza. E in particolare: entusiaste quanto fuorvianti affermazioni arrivano dall’assortito manipolo di eletti cuneesi del Partito Democratico (ma solo a comando, cioè se qualcuno critica con prove provate l’assenza di misure sulla Cuneo-Nizza all’interno della stessa Legge di Stabilità 2014); attenzioni ad intermittenza si è rivelata quella del Senatore Andrea Olivero ex Scelta Civica (con un emendamento presentato in commissione e non ripresentato in aula del Senato, nonostante l’impegno preso in tal senso con il Comitato Ferroviario e i 20.000 cittadini firmatari); l’unica rappresentante cuneese in Parlamento con il Movimento 5 Stelle. la Deputata Fabiana Dadone ha preso a cuore l’istanza, subendo dapprima una decisione di suoi colleghi del Senato e però portando a casa una tardiva quanto inequivocabilmente negativa risposta del Ministro Maurizio Lupi.

Enrico Costa e Michelino Davico, rappresentanti cuneesi rispettivamente in Camera e in Senato hanno da par loro esercitato un silenzio roboante e vergognoso.

Solitamente per poter oggettivamente definire i termini di uno scambio di vedute è necessario partire da dati certi e fatti oggettivi, e così intenderei fare in questo mio breve scritto, con cui intendo stimolare commenti e risposte:

– Nonostante nella fase di discussione nelle due commissioni bilancio della “Legge di Stabilità 2014” e della Legge sulle risorse urgenti agli enti locali siano stati depositati almeno tre emendamenti (uno a firma Olivero-Manassero, uno a firma Gribaudo-Taricco e uno a firma Scibona et alii) che impegnassero ad allocare le risorse necessarie alla manutenzione straordinaria della linea (quantificate in 29 milioni di euro), nessuno di questi è stato accolto dal Governo, smentendo le dichiarazioni ufficiali del Ministro Maurizio Lupi pubblicate su La Stampa del 29 novembre scorso.
– Nonostante ben due atti di indirizzo in tema siano stati approvati negli ultimi dieci giorni in fase di discussione delle due leggi menzionate (uno presentato dal PD ed uno dal Movimento 5 Stelle), per ottenere un commento da parte dei firmatari è stranamente stata necessaria un presa di posizione forte da parte di comitati e cittadini, forse perchè, come impara il primo giorno di attività chiunque si avvicini ad un consesso elettivo: “un ordine del giorno non si nega a nessuno”… La costante e ordinaria inutilità e inefficacia di atti di indirizzo come gli “ordini del giorno” è stata peraltro sottolineata in un recentissimo intervento in tema di Legge di Stabilità niente meno che dal Viceministro dell’Economia Stefano Fassina, quando a verbale afferma: “(…) Potevamo esprimere parere favorevole su tutti gli ordini del giorno, tanto sapete poi le conseguenze che hanno in generale (…)”.
– Nonostante dunque nel testo licenziato della Legge di Stabilità non sia presente alcun accenno all’impegno dei 29 milioni per la linea, altre infrastrutture e comparti hanno ottenuto provvedimenti precisi, a partire dai 50 milioni per due anni per la tratta ferroviaria Cancello-Frasso in Campania, dall’impegno esplicito per la Termoli-San Vittore, dai quasi dieci milioni per il servizio navale sullo stretto di Messina,o dai 300 milioni di euro per il comparto dell’autotrasporto, tanto per citarne alcuni.
– Molti dei protagonisti parlamentari citati – dei gruppi PD, SCpI, NCD e LNP – tengono una posizione peraltro rigida e ottusamente dogmatica sulla necessità della linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ferrovia inutile e devastante per il cui primo lotto – la cosiddetta “galleria di base” – sono previsti investimenti superiori agli otto miliardi di euro, la medesima cifra totale spesa nei quasi novant’anni di vita della linea Cuneo-Ventimiglia-Nizza (fonte: A. Levico “Vermenagna e Roya. Le valli delle meraviglie” ed. Primalpe 2007). I medesimi Deputati e Senatori avallano e sostengono peraltro pure la spesa di ottantamila euro giornalieri a partire dal 27 giugno 2011 per la guardianìa del primo cantiere della stessa – istallato nel territorio di Chiomonte (TO); più di settanta milioni di euro totali spesi ad oggi, cioè più del doppio delle risorse necessarie per la stessa manutenzione straordinaria della Cuneo-ventimiglia- Nizza per sorvegliare per due anni e mezzo l’equivalente di un fortino militare in cui i lavori effettivi sono partiti da poche settimane.
– Molti dei protagonisti di cui sopra hanno perlatro avuto ruoli di governo a vari livelli nel recente passato senza, a quanto mi risulta, sollevare mai pressanti istanze sulla necessità di interventi manutentivi sulla linea, grazie ai quali il precario stato della stessa, che ha spinto al rallentamento dei convogli da metà dicembre 2013 e che richiede per essere risolto i famosi 29 milioni di euro, avrebbe potuto magari essere affrontato con tempistiche e attività prolungate nel tempo, prima dell’odierna emergenzialità (tra gli altri: Patrizia Manassero fu nella Giunta del Comune di Cuneo, Giacomino Taricco nella Giunta della Regione Piemonte, Chiara Gribaudo in maggioranza – e poi in Giunta – nel Comune di Borgo San Dalmazzo).

– In un periodo in cui si rende necessario definire politiche trasportistiche mirate e razionali che sopra tutto garantiscano il diritto basilare alla mobilità, larga parte dei rappresentanti cuneesi nelle due Camere del Parlamento – con la positiva eccezione di Fabiana Dadone – sottolinea a ripetizione, come prioritarie per la mobilità della Granda, infrastrutture insostenibili, altamente impattanti e costosissime: in primis l’insensato e superfluo aeroporto di Levaldigi – più di 50 milioni di euro pubblici investiti dalla sua nascita e la produzione di perdite annuali di un milione e mezzo di euro di media, parametri di sostenibilità che resteranno per sempre un miraggio e una rinnovata concorrenza non dichiarata con Torino-Caselle; in secundis l’insensato, inutile e devastante lotto 1.6 dell’autostrada Asti-Cuneo, con la sua cancellazione di sessanta ettari di terreno fertile per la prosecuzione di una bretella autostradale che ha una soglia di traffico venti volte inferiore alla media nazionale, e una spesa di ventimila euro al metro lineare, venti milioni di euro al chilometro, centocinquanta milioni di euro totali!!! E’ necessario commentare?

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fadi Fabrizio Biolé
Con l’ennesimo episodio tragico che riguarda la rete di case circondariali e carceri piemontese, la misura è colma.

L’omicidio-suicidio di poche ore fa presso il carcere Lorusso Cotugno di Torino – sui cui dettagli non mi pronuncio – si aggiunge infatti in modo non più sostenibile alla catena di tragici fatti che colpiscono “indistintamente” ospiti e agenti di polizia penitenziaria, in Piemonte e in Italia.
Dal 2002 al 2012 sono quasi mille i morti tra i detenuti a livello nazionale, vittime per la stragrante maggioranza di suicidi (più di 500), così come più di cento agenti di polizia negli ultimi dodici anni si sono tolti la vita complessivamente in Italia.

Si succedono ormai da anni, “vibranti” moniti presidenziali, ma anche e soprattutto formali richiami da parte delle autorità europee in materia, sfociati in una condanna della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo, la quale pone come termine perentorio entro il quale l’Italia deve risolvere il problema della violazione dei diritti degli ospiti delle carceri – più del 15% in attesa del primo giudizio – il mese di maggio del 2014. E la situazione non più sostenibile degli agenti si interlaccia strettamente e imprescindibilmente con la situazione dei detenuti!

Ritenendo dovere dei rappresentanti istituzionali a tutti i livelli occuparsi della tematica, ciascuno secondo le proprie responsabilità e competenze, depositerò immediatamente presso il Consiglio Regionale un Ordine del Giorno, che ìndica gli immediati e necessari passi: quelli da intraprendere all’interno dei provvedimenti regionali, e quelli da suggerire al livello governativo nazionale, i cui massimi rappresentanti si strappano le vesti per l’ennesima volta proprio in queste ore, per l’estrema urgenza di porre mano al sistema detentivo.

Nel dettaglio chiedo che, nella discussione in Consiglio dei Ministri e in Parlamento,  venga tenuta in alta considerazione la necessità di facilitare al corpo di Polizia Penitenziaria il proprio còmpito, con in primo luogo una riorganizzazione del sistema previdenziale, la razionalizzazione dei turni e l’integrazione delle competenze, la sottoscrizione di un nuovo contratto collettivo e il saldo degli straordinari.

Parallelamente, essendo stato il Piemonte la prima Regione a dotarsi di una legge di istituzione del “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” nel lontano 2009, chiedo al Consiglio Regionale che tale figura venga finalmente nominata. E rimando ancora una volta al mittente la risibile critica di eccessivi costi e oneri per il funzionamento della stessa, che invece, se ben utilizzata, potrebbe risultare invece meccanismo di forte risparmio di costi sociali, sanitari e giudiziari per il prossimo futuro!

tirreno-power-mappa-valori[1]di Fabrizio Biolé
Le problematiche dello smaltimento illecito di rifiuti, siano essi speciali, siano essi vieppiù pericolosi, non è limitato ai casi eclatanti che hanno tristemente reso famosa la cosiddetta “terra dei fuochi”, il sottosuolo di Pianura o zone limitrofe.

Esemplare è il caso, in piena fase di indagine, della centrale Tirreno Power di Vado Ligure (SV), da inizio 2013 al centro di un’inchiesta dai risvolti sempre più preoccupanti: secondo l’ipotesi al vaglio del pubblico ministero Giovanni Arena della Direzione Distrettuale Antimafia, enormi quantitativi di ceneri bianche (scarti solforosi inertizzati tramite l’apporto di calce) e nere (contenenti derivati del carbone), sarebbero state scaricate e smaltite illegalmente, interrandole in enormi crateri, scavati a cinque, dieci metri in aperte campagne nel Basso Piemonte, ovvero nelle provincie di Cuneo e Asti.

Su disposizione proprio della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Genova indagherebbe per “smaltimento illecito di rifiuti” una decina di persone, tra dirigenti della centrale, titolari di ditte specializzate nello smaltimento e autotrasportatori. E tutto questo si aggiunge ai fascicoli per “disastro ambientale” e “omicidio colposo” già aperti a seguito di esposti dei comitati di residenti nei confronti della Tirreno Power, che denunciano un elevato indice di tumori e di mortalità nelle zone circostanti.

A quanto pare, ad indagare su questa attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e il loro smaltimento in Piemonte si è da poco aggiunta anche la DDA di Torino.

Ho ritenuto il dovere di depositare in Consiglio regionale un‘interrogazione urgente, per sapere quali sono i dati a conoscenza della Regione su quanto sta emergendo dall’inchiesta – specie considerando che il Consiglio s’è recentemente dotato di una “Commissione speciale con compiti d’indagine conoscitivi per la promozione della cultura della legalità e per il contrasto di ogni forma di criminalità organizzata” – e chiedere come la Regione intenda informare al riguardo gli enti locali e i cittadini residenti nei territori interessati dal sotterramento di questi rifiuti.

Un sacco di vita a Torino

Pubblicato: 6 dicembre 2013 da fabiole in democrazia, diritti, politica, salute, solidarietà

fa saccodi Fabrizio Biolé

Questa sera 6 dicembre appuntamento alla stazione Porta Susa per “un sacco di vita” e la donazione di sacchi a pelo a persone senza dimore per affrontare il freddo delle notti invernali.