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Conferenza Stampa a Bra il 14 marzo

Pubblicato: 13 marzo 2014 da fabiole in ambiente, democrazia, politica

conferenza

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di Fabrizio Biolé
L’elefantiaco (nelle aspettative) “summit” interregionale Burlando-Cota di mercoledì 8 a Genova ha partorito il proverbiale “topolino”, o forse nemmeno quello…

Di fatto, i risultati scaturiti dal raggiungimento del minimo comun denominatore tra le politiche trasportistiche delle due giunte regionali sono un formale e misero impegno alla creazione di un tavolo tecnico con Rfi, Trenitalia e Rff e la richiesta di un confronto immediato con il Ministero.

Confronto per cosa? Per inoltrare a Maurizio Lupi la proposta di “spostare” il chilometraggio degli intercity Torino-Genova – a gestione ministeriale – posto in esubero dall’aumento del servizio regionale piemontese sulla medesima tratta, sulla Cuneo-Ventimiglia.

La brillante ipotesi è vecchia di almeno sette settimane, da quando, come un coniglio dal cilindro, scaturì dall’ufficio stampa dell’Assessora Bonino. Però, si sa: i tempi della politica sono lunghi e artificiosi e solo adesso si è trovato il tempo di condividerla ufficialmente. Nel frattempo le corse sono state falcidiate, le promesse di Letta e Lupi non sono state mantenute e i cittadini cornuti e mazziati per l’ennesima volta!

Ai sette Assessori, di cui nessun cuneese, più due Presidenti presenti all’incontro chiedo: visto il risultato pressochè nullo, non poteva bastare una telefonata tra Torino e Genova, al limite una teleconferenza? Ma soprattutto: dato che la finestra utile – a detta loro – per riassettare gli orari della rete ferroviaria regionale, è fra poco più di un mese, davvero immaginano di poter avere una risposta dal Ministero e tecnicamente riattivare le coppie cancellate da metà dicembre sulla linea Vermenagna-Roia in così poco tempo? A scanso di equivoci me lo auguro fortemente, anche se sono molto molto scettico in merito!

In conclusione un suggerimento: se, come è vero, Cota e Burlando si trovano in condizioni di bilancio che non permettono loro di mantenere gli impegni del cosiddetto “Accordo di Tivoli” facciano fronte comune affinchè il Governo riassegni le risorse previste per l’inutile, devastante e costosissimo Terzo Valico dei Giovi (almeno sei miliardi e mezzo di euro a preventivo) destinandole alla rete ferroviaria regionale ordinaria, pendolare e turistica: magari il “gruppo Gavio” e annessi speculatori no, ma i piemontesi e liguri apprezzerebbero molto!

Allo scopo di continuare a rivendicare la tutela e il rilancio della linea Torino-Cuneo-Ventimiglia-

Nizza, sarò presente, come da inviti ricevuti, sia alla Commissione Trasporti comunale a Cuneo venerdi 10 gennaio alle 18, sia al Tavolo di lavoro Provinciale sabato 11 gennaio alle 11,30.
2014[1]di Fabrizio Biolé
Un piccolo e disordinato bilancio, privato e pubblico, dell’anno appena trascorso e le aspettative per l’anno in corso:
Nel 2013 ci ha lasciati improvvisamente il mio papà …ma ho avuto la soddisfazione di cominciare a interagire, coccolare e “viziare” la mia prima nipotina e rinsaldare tanti legami familiari, oltre alla possibilità di visitare bellissimi posti e conoscere tante nuove e squisite persone.

Nel 2013 temo altresì di aver assistito, insieme a tutti voi, alla nascita di uno dei peggiori governi nazionali e alla rielezione del peggior presidente che l’Italia ricordi, ma ho avuto anche la soddisfazione politica/civile di supportare decine di splendidi progetti sociali, ambientali e partecipati, oltre che di avere ancora al mio fianco e a mio supporto una grande donna (quasi da manuale, non fosse che la grandiosità del proverbiale uomo antistante sia tutta da verificare…)

Quest’anno, infine, abbiamo come italiani partecipato al 70° anniversario dell’inizio della Resistenza che ci ha donato la Costituzione più bella del mondo, che qualcuno vorrebbe demolire a suo uso e consumo; auguro a tutti (ma proprio tutti) che il 2014 sia l’anno di inizio di una vera, globale, consapevole e condivisa Resilienza, nella quale si trovi la maniera di tutelarla e applicarla.

Cosa prevedo e auspico per la città in cui vivo?:  la dimensione a misura d’uomo di una cittadina come Cuneo, ci offre migliaia di possibilità per essere resilienti al radicale cambiamento che sta interessando il locale come il globale.

Se partiamo dal presupposto incontestabile che nulla (lavoro, trasporti, reti sociali…) potrà più essere come l’abbiamo conosciuto, l’opportunità é immensa, ma primaria e imprescindibile azione é, anche a livello comunale/urbano, (ri)definire le priorità.

Mi chiedo (e vi chiedo): é forse priorità una devastante tangenziale che costa ventiduemila euro al metro lineare, collegando una provinciale con un’autostrada spaventosamente sottoutilizzata? É forse prioritario progettare un nuovo nosocomio in una delle città con la sanità più efficiente del Nord-Italia, consci dei vergognosi sprechi di Biella, Nizza Monferrato o Verduno? O continuare a mantenere un aeroporto che ci é costato 60 milioni totali e genera perdite annuali di circa 1,5 milioni?…
Il 2014 deve necessariamente essere l’anno in cui il “think globally and act locally” venga reso concreto, senza ipocrisia né timori. L’anno del coraggio, qualità che stento a credere questa amministrazione possa non solo dimostrare, ma addirittura avere.

Riguardo la mia attività istituzionale, sono piuttosto soddisfatto delle azioni di informazione, confronto, denuncia e proposta portate avanti (sempre a stretto contatto con cittadini, comitati e associazioni), le quali hanno innanzitutto dimostrato come si possa svolgere ruoli importanti come quello che un seggio regionale comporta, pur autonomi e liberi da rappresentanze di bandiera. Inutile dire che l’impegno maggiore ho cercato di profonderlo sul settore del Tpl martoriato e massacratoferrovia Cuneo-Nizza anzitutto – da chi a livello nazionale e regionale fa scelte unicamente dettate da logiche lobbistiche e “dogmatiche”, come i miliardari di investimenti sul TAV (14 miliardi solo in Piemonte nei prossimi anni) e sulle grandi infrastrutture.

Come già ricordato in apertura, a margine dell’attività istituzionale, ho cercato di essere utile alle realtà territoriali finanziando con il 60% del mio stipendio decine di progetti in ambito sociale, ambientale e attivistico, con una devoluzione totale  che in 12 mesi supera i centomila euro. A me non é mancato nulla e tante utili iniziative si sono potute sviluppare: forse anche questo é lo spirito del principio solidarietà sotteso nella nostra Costituzione…e forse anche per non averlo mai saputo attuare, la stragrande maggioranza delle forze politiche parlamentari – che non rappresenta affatto la stragrande maggioranza dei cittadini – ha tentato, sta tentando e tenterà di stravolgere proprio la Carta…

Per cominciare bene l’anno un piccolo “regalo” per tutti: cliccate, scaricate, stampate su carta riciclata, leggete e diffondete!

https://i2.wp.com/coc.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/13174/ipocrisia.jpgdi Fabrizio Biolé

Negli ultimi giorni, determinanti per la definizione delle misure legate alla Legge di Stabilità 2014 – che è poi stata blindata antidemocraticamente sotto il voto di fiducia – si sono alzati i toni di discussione sulle necessità ormai non più procrastinabili per il mantenimento, la tutela ed il rilancio della linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza. E in particolare: entusiaste quanto fuorvianti affermazioni arrivano dall’assortito manipolo di eletti cuneesi del Partito Democratico (ma solo a comando, cioè se qualcuno critica con prove provate l’assenza di misure sulla Cuneo-Nizza all’interno della stessa Legge di Stabilità 2014); attenzioni ad intermittenza si è rivelata quella del Senatore Andrea Olivero ex Scelta Civica (con un emendamento presentato in commissione e non ripresentato in aula del Senato, nonostante l’impegno preso in tal senso con il Comitato Ferroviario e i 20.000 cittadini firmatari); l’unica rappresentante cuneese in Parlamento con il Movimento 5 Stelle. la Deputata Fabiana Dadone ha preso a cuore l’istanza, subendo dapprima una decisione di suoi colleghi del Senato e però portando a casa una tardiva quanto inequivocabilmente negativa risposta del Ministro Maurizio Lupi.

Enrico Costa e Michelino Davico, rappresentanti cuneesi rispettivamente in Camera e in Senato hanno da par loro esercitato un silenzio roboante e vergognoso.

Solitamente per poter oggettivamente definire i termini di uno scambio di vedute è necessario partire da dati certi e fatti oggettivi, e così intenderei fare in questo mio breve scritto, con cui intendo stimolare commenti e risposte:

– Nonostante nella fase di discussione nelle due commissioni bilancio della “Legge di Stabilità 2014” e della Legge sulle risorse urgenti agli enti locali siano stati depositati almeno tre emendamenti (uno a firma Olivero-Manassero, uno a firma Gribaudo-Taricco e uno a firma Scibona et alii) che impegnassero ad allocare le risorse necessarie alla manutenzione straordinaria della linea (quantificate in 29 milioni di euro), nessuno di questi è stato accolto dal Governo, smentendo le dichiarazioni ufficiali del Ministro Maurizio Lupi pubblicate su La Stampa del 29 novembre scorso.
– Nonostante ben due atti di indirizzo in tema siano stati approvati negli ultimi dieci giorni in fase di discussione delle due leggi menzionate (uno presentato dal PD ed uno dal Movimento 5 Stelle), per ottenere un commento da parte dei firmatari è stranamente stata necessaria un presa di posizione forte da parte di comitati e cittadini, forse perchè, come impara il primo giorno di attività chiunque si avvicini ad un consesso elettivo: “un ordine del giorno non si nega a nessuno”… La costante e ordinaria inutilità e inefficacia di atti di indirizzo come gli “ordini del giorno” è stata peraltro sottolineata in un recentissimo intervento in tema di Legge di Stabilità niente meno che dal Viceministro dell’Economia Stefano Fassina, quando a verbale afferma: “(…) Potevamo esprimere parere favorevole su tutti gli ordini del giorno, tanto sapete poi le conseguenze che hanno in generale (…)”.
– Nonostante dunque nel testo licenziato della Legge di Stabilità non sia presente alcun accenno all’impegno dei 29 milioni per la linea, altre infrastrutture e comparti hanno ottenuto provvedimenti precisi, a partire dai 50 milioni per due anni per la tratta ferroviaria Cancello-Frasso in Campania, dall’impegno esplicito per la Termoli-San Vittore, dai quasi dieci milioni per il servizio navale sullo stretto di Messina,o dai 300 milioni di euro per il comparto dell’autotrasporto, tanto per citarne alcuni.
– Molti dei protagonisti parlamentari citati – dei gruppi PD, SCpI, NCD e LNP – tengono una posizione peraltro rigida e ottusamente dogmatica sulla necessità della linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ferrovia inutile e devastante per il cui primo lotto – la cosiddetta “galleria di base” – sono previsti investimenti superiori agli otto miliardi di euro, la medesima cifra totale spesa nei quasi novant’anni di vita della linea Cuneo-Ventimiglia-Nizza (fonte: A. Levico “Vermenagna e Roya. Le valli delle meraviglie” ed. Primalpe 2007). I medesimi Deputati e Senatori avallano e sostengono peraltro pure la spesa di ottantamila euro giornalieri a partire dal 27 giugno 2011 per la guardianìa del primo cantiere della stessa – istallato nel territorio di Chiomonte (TO); più di settanta milioni di euro totali spesi ad oggi, cioè più del doppio delle risorse necessarie per la stessa manutenzione straordinaria della Cuneo-ventimiglia- Nizza per sorvegliare per due anni e mezzo l’equivalente di un fortino militare in cui i lavori effettivi sono partiti da poche settimane.
– Molti dei protagonisti di cui sopra hanno perlatro avuto ruoli di governo a vari livelli nel recente passato senza, a quanto mi risulta, sollevare mai pressanti istanze sulla necessità di interventi manutentivi sulla linea, grazie ai quali il precario stato della stessa, che ha spinto al rallentamento dei convogli da metà dicembre 2013 e che richiede per essere risolto i famosi 29 milioni di euro, avrebbe potuto magari essere affrontato con tempistiche e attività prolungate nel tempo, prima dell’odierna emergenzialità (tra gli altri: Patrizia Manassero fu nella Giunta del Comune di Cuneo, Giacomino Taricco nella Giunta della Regione Piemonte, Chiara Gribaudo in maggioranza – e poi in Giunta – nel Comune di Borgo San Dalmazzo).

– In un periodo in cui si rende necessario definire politiche trasportistiche mirate e razionali che sopra tutto garantiscano il diritto basilare alla mobilità, larga parte dei rappresentanti cuneesi nelle due Camere del Parlamento – con la positiva eccezione di Fabiana Dadone – sottolinea a ripetizione, come prioritarie per la mobilità della Granda, infrastrutture insostenibili, altamente impattanti e costosissime: in primis l’insensato e superfluo aeroporto di Levaldigi – più di 50 milioni di euro pubblici investiti dalla sua nascita e la produzione di perdite annuali di un milione e mezzo di euro di media, parametri di sostenibilità che resteranno per sempre un miraggio e una rinnovata concorrenza non dichiarata con Torino-Caselle; in secundis l’insensato, inutile e devastante lotto 1.6 dell’autostrada Asti-Cuneo, con la sua cancellazione di sessanta ettari di terreno fertile per la prosecuzione di una bretella autostradale che ha una soglia di traffico venti volte inferiore alla media nazionale, e una spesa di ventimila euro al metro lineare, venti milioni di euro al chilometro, centocinquanta milioni di euro totali!!! E’ necessario commentare?

tirreno-power-mappa-valori[1]di Fabrizio Biolé
Le problematiche dello smaltimento illecito di rifiuti, siano essi speciali, siano essi vieppiù pericolosi, non è limitato ai casi eclatanti che hanno tristemente reso famosa la cosiddetta “terra dei fuochi”, il sottosuolo di Pianura o zone limitrofe.

Esemplare è il caso, in piena fase di indagine, della centrale Tirreno Power di Vado Ligure (SV), da inizio 2013 al centro di un’inchiesta dai risvolti sempre più preoccupanti: secondo l’ipotesi al vaglio del pubblico ministero Giovanni Arena della Direzione Distrettuale Antimafia, enormi quantitativi di ceneri bianche (scarti solforosi inertizzati tramite l’apporto di calce) e nere (contenenti derivati del carbone), sarebbero state scaricate e smaltite illegalmente, interrandole in enormi crateri, scavati a cinque, dieci metri in aperte campagne nel Basso Piemonte, ovvero nelle provincie di Cuneo e Asti.

Su disposizione proprio della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Genova indagherebbe per “smaltimento illecito di rifiuti” una decina di persone, tra dirigenti della centrale, titolari di ditte specializzate nello smaltimento e autotrasportatori. E tutto questo si aggiunge ai fascicoli per “disastro ambientale” e “omicidio colposo” già aperti a seguito di esposti dei comitati di residenti nei confronti della Tirreno Power, che denunciano un elevato indice di tumori e di mortalità nelle zone circostanti.

A quanto pare, ad indagare su questa attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e il loro smaltimento in Piemonte si è da poco aggiunta anche la DDA di Torino.

Ho ritenuto il dovere di depositare in Consiglio regionale un‘interrogazione urgente, per sapere quali sono i dati a conoscenza della Regione su quanto sta emergendo dall’inchiesta – specie considerando che il Consiglio s’è recentemente dotato di una “Commissione speciale con compiti d’indagine conoscitivi per la promozione della cultura della legalità e per il contrasto di ogni forma di criminalità organizzata” – e chiedere come la Regione intenda informare al riguardo gli enti locali e i cittadini residenti nei territori interessati dal sotterramento di questi rifiuti.

io microfonodi Fabrizio Biolé
Mai come di questi tempi la rete ferroviaria regionale è in pericolo!Come molti sanno, nel 2012 c’è stato un taglio di quasi un quarto dell’intero chilometraggio presente sul territorio piemontese, con quattro linee chiuse nel solo territorio cuneese.In questi giorni però, alla deprecabile situazione per cui il combinato disposto delle politiche nazionali di tagli alla manutenzione – ad esempio i 400 milioni totali in meno utilizzati per coprire i buchi di bilancio creati dalla marchetta del Governo al PDL sull’abolizione dell’IMU – e di quelle regionali, con pesanti riduzioni del capitolo legato al TPL su ferro e l’indotta guerra tra territori con la corsa per l’inserimento nel Sistema Ferroviario metropolitano di Torino (grande innovazione di facciata, un po’ meno nella sostanza, se si pensa alle decine di obsoleti mezzi che sono stati trasformati in moderni, stampigliando sulle fiancate la colorata sigla e poco altro), si sono aggiunti episodi sporadici ma allarmanti come quello di martedi mattina 29 ottobre, presso il passaggio a livello di via Casa del Bosco a Bra.

Un convoglio costretto ad avanzare a 6 chilometri orari a causa del tilt dell’impianto che regola l’intersezione a raso con la rete viaria, tra sbarre di sicurezza sollevate e segnalatori luminosi spenti, pur previsto dalla prassi in casi eccezionali, aggiunge semplicemente un tassello alla trascuratezza del servizio pubblico di trasporto su ferro, in questo caso presumibilmente per mancata manutenzione o controllo da parte di RFI, proprietaria dei binari.

Se a ciò aggiungiamo le diverse testimonianze che affermano la ripezione di episodi del genere, diventa davvero un serio problema di sicurezza per pedoni, ,ciclisti, automobilisti e cittadini in genere.

Ho discusso un’interrogazione urgente per capire che tipo di provvedimenti intenda prendere la Giunta Regionale in merito all’incresciosa situazione senza però una risposta nel merito e convincente.

Di qualche ora fa, peraltro, l‘azzardata affermazione dell’Assessore Alberto Cirio, rispetto al fatto che dieci milioni di euro risparmiati a suo dire dal taglio  di linee ” non più attuali” – ancora l’indotto conflitto tra territori e tra utenti… – sarebbero a disposizione per i lavori dell’interramento dei binari nel centro di Bra.

Lungi da me dover acuire il senso di competizione tra territori, o voler sminuire l’importanza dell’opera, ma la priorità di investimento sulle risorse risparmiate dalla cancellazione di linee importanti come Cuneo-Saluzzo, Cuneo-Mondovi, o Ceva-Ormea non avrebbe il diritto di essere discusso e valutato anche con i territori che stanno rischiando di fare la stessa fine – vedi la linea Cuneo-Ventimiglia – ?
E, per rimanere nel contesto braidese, prima di declamare le disponibilità per un’opera strategica, ma davvero molto costosa, perchè non affrontiamo le problematiche legate alla sicurezza, come i ripetuti guasti del passaggio a livello di Casa del Bosco che vengono sovente poste dai cittadini?

PPPSegnaliamo questi interessanti appuntamenti a cui consigliamo di partecipare questo sabato:

 – sabato 26 ottobre, dalle 11.00 alle 14.00, davanti alla stazione di Cuneo, presidio per la salvaguardia della linea ferroviaria Cuneo-Nizza

 – sabato 26 ottobre, dalle 15.00, a Bussoleno (Salone Don Bunino), incontro tra la Costituente dei Beni Comuni e il Movimento NO TAV, con Gianna De Masi, Ugo Mattei, rappresentanti del Teatro Valle di Roma e giuristi

 – sabato 26 ottobre, corteo “Basta menzogne sull’inceneritore”, ritrovo h 14.00 davanti alla vecchia stazione Porta Susa e arrivo davanti alla RAI di via Verdi.