Archivio per la categoria ‘trasparenza’

di Fabrizio Biolé

L’Aeroporto di Cuneo – Levaldigi, rinominato recentemente “Alpi del Mare”, nasce negli anni ’60, quando viene costituita la GEAC SpA, la Società di Gestione partecipata da enti locali, commerciali ed economici per il rinnovamento di quello che era un semplice campo di aviazione. Dalla fine degli anni ‘80 lo scalo è stato aperto al traffico commerciale nazionale e nel 1990 a quello turistico internazionale.

In occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 l’aeroporto ha poi acquistato formalmente il ruolo di secondo scalo torinese, grazie ad una cospicua iniezione di risorse pubbliche che ha sanato i debiti pregressi coprendo il buco di circa otto milioni di perdita d’esercizio dell’anno precedente.

Nonostante questo e nonostante l’aumento relativo di traffico che si attesta su risultati a due cifre da ormai qualche tempo, il risultato d’esercizio risulta comunque negativo nell’ordine di circa un milione e mezzo all’anno.

I principali soci di Geac sono la Provincia di Cuneo, la Camera di Commercio di Cuneo, che nella persona del suo Presidente Ferruccio Dardanello ha da sempre rappresentato il principale fautore della strategicità e dell’importanza dello scalo, e la Regione Piemonte tramite Finpiemonte Partecipazioni, più le municipalità principali della Provincia di Cuneo.

Nel 2012, nonostante i numeri fallimentari, lo scalo è rientrato nel novero dei cosiddetti “strategici”, a supporto di Caselle, all’interno del piano nazionale elaborato dal Ministero dei Trasporti. Secondo quest’ultimo, però, per Cuneo – Levaldigi deve essere verificata al sua condizione di progressiva sostenibilità economica, con l’eliminazione dei trasferimenti di risorse pubbliche, il coinvolgimento crescente di soci privati e, in mancanza di risultati positivi, l’effettiva chiusura.

Lo scalo resta tuttora in una fascia di passaggi annuali che lo rende non sostenibile presentando la metà delle utenze ritenute necessarie per Enac: almeno 600.000 annue.

L’assessorato ai Trasporti della Regione Piemonte ha in seguito commissionato uno studio a KPMG per fornire analisi oggettive sulla prospettiva di crescita dello scalo in un’ottica di integrazione con l’aeroporto di Torino, al fine di stimolare lo stesso comune di Torino a rilevare parte delle quote di Geac, ma i risultati non ci sono stati.

In questo contesto l’azionista principale di Geac, la Provincia di Cuneo, ha da 4 anni chiuso i rubinetti, sia per impossibilità contabile che per le osservazioni pervenute da parte della Corte dei Conti, le quali rilevano il perdurare degli squilibri finanziari della società di gestione. In questi giorni, dopo mesi di inedia,  il Consiglio Provinciale di Cuneo ha seguito l’esempio del Comune di Alba, votando una delibera di cessione del 75% delle proprie azioni, prevedendo la redazione di un bando per la loro assegnazione.

L’interrogazione che ho presentato ed illustrato in aula all’Assessore Bonino rispetto all’urgenza di programmare l’iter per la chiusura dello scalo nasce dalla presentazione poche settimane fa, dell’“Atto di indirizzo per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo
aeroportuale“, che ufficializzata l’insostenibilità di alcuni aeroporti marginali, tra i quali Levaldigi, manifestando la necessità di chiudere il sostegno statale ad essi, per farli traslare sotto la totale responsabilità delle Regioni di appartenenza.

Purtroppo l’interrogazione non ha dato i suoi frutti, infatti le risposte, già sentite più volte, sono attendiste e vergognosamente non tengono conto della situazione delle casse regionali, pur in un contesto di spending review in cui sarebbe opportuno avere ben chiaro l’ordine delle priorità, nel quale un aeroporto che non risponde a parametri qualitativi, quantitativi e geografici non può assolutamente rientrare!

Nel complesso si stima lo scalo sia costato più di 50 milioni di euro totali di risorse pubbliche, il Presidente di Geac Pepino ha stimato durante la seduta della commissione bilancio della Provincia di Cuneo che la chiusura costerebbe circa 3 milioni totali.

E tenerlo aperto quanto ci costerà?

di Fabrizio Biolè

Oggi vi presento quello che è di fatto il primo grosso progetto al quale il conto Progetto Partecipato contribuisce.

Per inciso segnalo la nascita del forum già preannunciato nel quale i progetti ideati da me o proposti da cittadini o associazioni vengono riassunti, elaborati e commentati. Vi invito a iscrivervi per poter interagire in modo che i progetti supportati dal conto siano davvero partecipati!

L’associazione Cuneo nel Cuore nasce a fine 2010 a Cuneo, la sua attività è basata sul volontariato e il suo scopo è quello di contribuire allo svecchiamento della cultura, rifiutando l’idea di un sapere enciclopedico, e invece proponendo alla cittadinanza un modello culturale che aiuti a comprendere i bisogni reali e attuali delle persone. Si impegna ad affrontare, secondo le proprie possibilità, temi molto vari, come l’ambiente, la salute, la solidarietà, l’handicap, le dipendenze e le alienazioni sociali, sottolineando l’importanza della conoscenza delle tecniche di evoluzione spirituale e del progresso della vita emozionale per migliorare le relazioni sociali della persona.

La sua attività è svolta tramite progetti basati sulla filosofia olistica: una realtà di nessi e relazioni in cui l’uomo rientra nella realtà universale come parte di essa e non come entità a sé.

Per la realizzazione dei propri scopi, l’Associazione ha prodotto e diffuso piccole pubblicazioni rivolte al pubblico infantile, tra le quali: “Le avventure di Dodo Braun”, “Elia il Parlanimali”, “Tino Molla“, James leprotto nero” e altre. Buona parte dei proventi della vendita di questi libri sono stati accantonati per l’acquisto della vasca fisioterapica, cui Progetto Partecipato contribuisce.

Si tratta di una struttura di 2 metri per 3 di ampiezza interna che verrà posizionata in un centro riabilitativo nei pressi di Cuneo per l’utilizzo da parte di bambini e ragazzi con gravi problematiche motorie.

Qui sotto le sue caratteristiche costruttive:

caratteristiche

Abbiamo ritenuto di supportare mediante l’utilizzo di fondi del conto Progetto Partecipato questa iniziativa in quanto corrisponde in pieno ai criteri individuati rispetto all’uso di risorse private per scopi pubblici. Non è né la mia volontà né quella di Cuneo nel Cuore sostituirsi agli enti che dovrebbero garantire determinati servizi, primi tra tutti quelli per persone in difficoltà.

Ma non è forse vero, che, facendo nostro il pensiero di Gandhi: “qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia”?

monete

di Fabrizio Biolé

Fin dal maggio 2010, come promesso in campagna elettorale, con l’autentica convinzione che tutti i lavoratori onesti debbano percepire una retribuzione dignitosa allo stesso modo e senza privilegi per nessuno, ho rinunciato a trattenere per me buona parte degli emolumenti mensili che mi sono stati erogati dal Consiglio Regionale.

Per capirci: fino a dicembre 2012, la retribuzione del consigliere regionale piemontese era composta da più parti: una fissa e diverse variabili. Il totale, a seconda del ruolo ricoperto, dell’indirizzo di residenza e della partecipazione alle sedute istituzionali, andava da circa 8000 euro a circa 12500 euro netti.

La parte variabile era dovuta ai gettoni di presenza alle sedute (122 euro l’uno), anche forfettari, alla distanza della residenza da Torino (49 eurocent a km), con rimborsi variabili e forfettari, ed all’incarico ricoperto (capogruppo, ufficio di presidenza di commissione e del consiglio).

Consultate le mie buste paga come esempio.

Oggi, con la legge approvata a fine dicembre 2012, la retribuzione è stata – ancora troppo poco, dal mio punto di vista – ridotta e semplificata; oggi è composta da tre parti: l’indennità di carica, l’indennità di funzione ed il rimborso spese di esercizio del mandato, così determinate:

–          Indennità di carica: 6600 euro lordi fissi mensili per tutti.

–          Indennità di funzione: variabile da 0 a 2700 euro lordi mensili, a seconda della funzione.

–          Rimborso spese: 4500 euro netti a tutti, decurtati in caso di assenza dalle sedute (-150 euro a seduta)

Trattenendo per me solo 2.500 euro al mese, più 20 eurocent/km di rimborso spese di trasporto con mezzo privato più l’abbonamento annuale ai mezzi pubblici ed eventuali biglietti specifici, l’avanzo, a partire dal 2010, confluisce in un fondo destinato a finanziare attività slegate da quella politica, prima del gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle, ed, in seguito, del Gruppo Misto Progetto Partecipato.

Ad oggi il cosiddetto “Conto Progetto Partecipato” ammonta a circa 125.000  euro, secondo estratto conto aggiornato (immagine in basso) e verrà utilizzato in base ai princìpi di trasparenza, valenza collettiva e tracciabilità.

conto progetti al 5 febbraio 2013

I progetti, finanziabili in base alla rispondenza ai principi fondanti del gruppo, nascono in tre modi principali:

–          Su iniziativa del consigliere.

–          Su richiesta di realtà esterne che direttamente al gruppo si rivolgono.

–          Su iniziative di democrazia diretta, in cui i progetti vengono proposti e votati dai presenti.

Si tratta di progetti che generalmente riguardano:

–          La salvaguardia dell’ambiente

–          La decrescita

–          Il sostegno ad attività sociali

–          le emergenze regionali e/o nazionali

–          L’innovazione sostenibile nei vari campi

–          La formazione, la cultura e l’informazione libera

–          La democrazia diretta e partecipata

–          La solidarietà e la lotta alla discriminazione e alla violenza

–          Sostegno giuridico a battaglie condivise

Al momento le proposte provenienti da realtà esterne che prenderemo in considerazione sono quelle che risponderanno ai requisiti su descritti e che saranno inseriti sul forum dei progetti partecipati dopo essservisi registrati, indicando dati, preventivi e obiettivi il più possibile precisi, con la possibilità di una certificazione dell’acquisto, in modo da rendere estremamente trasparente l’utilizzo del fondo.

Dopo la prima selezione a cura del Gruppo, esse verranno pubblicate in una sezione apposita del sito www.fabriziobiole.org, con la possibilità temporanea di essere commentate.

L’azione del Conto Progetto Partecipato non vuole né può sostituirsi al sostegno di enti e fondazioni, ma è un piccolissimo esempio, molto concreto, di utilizzo intelligente e condiviso di risorse altrimenti confluite ad alimentare il privilegio di pochi.

Resta inteso che l’accettazione definitiva del finanziamento di un determinato progetto è a libera discrezione del Consigliere, in quanto unico responsabile dell’uso dei fondi del conto Progetto Partecipato.

P.S. Allo scopo di rispondere al principio di massima trasparenza, QUI trovate il link all’estratto conto del Conto Progetti del Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle, fino al giorno della nascita del Conto Progetto Partecipato, in cui è confluita la parte non percepita dei miei emolumenti al netto delle contribuzioni erogate fino alla fine del 2012.