Archivio per la categoria ‘trasporti’

CN XXmigliadi Fabrizio Biolé
Anche se le rassicurazioni sono arrivate nelle ore scorse da parte del Ministro Lupi in persona, oltre che da parte di Cota, o forse proprio a causa di queste mediatiche e vaghe rassicurazioni, sono ancora preoccupato, e molto, del futuro della linea Cuneo-Nizza.Il Ministro Lupi sarà in Piemonte la prossima settimana, con l’intenzione dichiarata di rassicurare Sindaci, Consiglieri e popolazione a proposito del ripristino delle somme per le compesazioni promesse come contrappeso ai danni che il cantiere dell’alta velocità ha causato e causerà al territorio; per contro l’Assessore Bonino è stata pochi giorni fa a Roma a battere cassa rispetto al malandato comparto del Trasporto Pubblico Locale.

Le successive rassicurazioni mi preoccupano, come accennato, in quanto le enormi contraddizioni riscontrabili nella coalizione del governo nazionale fanno presagire un’ingessatura che mal si adatta alle complesse emergenzialità tipiche del contesto attuale.

Onde mantenere costantemente alta l’attenzione su una problematica che ha portato ormai migliaia di cittadini a sottoscrivere le petizioni online per la tutela ed il rilancio della linea ferroviaria, ho depositato oggi un nuovo atto di sindacato ispettivo affinchè le carte vengano palesate e sia possibile conoscere nel dettaglio idee, strategie e rogrammi dell’Assessorato ai Trasporti a proposito della Cuneo-Nizza.

Nel frattempo, di concerto con il Comitato in Difesa delle Ferrovie Locali di Cuneo, parteciperò alla manifestazione popolare che si terrà a Breil il 25 maggio per difendere il nostro treno (per chi vuole, si parte in treno da Cuneo alle 8,43)

Non mi basta sentire l’Assessore Bonino che nega una sua eventuale volontà di chiudere la linea: anche l’omissione di soccorso nel nostro ordinamento è un grave reato, non è necessario essere gli assassini materiali per determinare la morte di qualcuno (o di qualcosa). Non mi accontento inoltre di sapere dai giornali che la sua importanza sia riconosciuta da tutti e a tutti i livelli: i cittadini piemontesi non mangiano dichiarazioni, non si curano con le dichiarazioni e non esercitano il proprio diritto alla mobilità con le dichiarazioni!

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immagine comunicato finanziariadi Fabrizio Biolé

Infine la inopinata finanziaria 2013, con allegato bilancio previsionale, è stata, con più di tre mesi di ritardo, approvata. Praticamente nessuna richiesta delle opposizioni è stata accolta, tanto meno quelle che in qualche modo avrebbero rappresentato seppur piccoli risparmi.

Dal prossimo anno si è sancito l’aumento della tassazione, con l’aliquota IRPEF; strutture fallimentari, e anzi costose, come le federazioni sanitarie vengono fatte ignavamente sopravvivere; la spada di Damocle pur momentaneamente spuntata del Fondo Immobiliare Sanitario continua a pendere sulla testa dei piemontesi.

E ciliegina sulla torta, a latere dei drastici tagli alle politiche sociali, alla cultura e al diritto allo studio, la grande confusione sul TPL, con dichiarazioni divergenti da Assessori diversi, mette ulteriormente in difficoltà pendolari, operatori e amministratori.

Come sottofondo la solita, perenne e cocciuta volontà di non ridefinire le priorità, continuando ad usare vecchi metodi per problemi attualissimi!

sciopero-orsa-treni BONINO SUL TPL: NUMERI CASUALI E SPREZZO DEL CONSIGLIO…
Dopo la richiesta più volte reiterata dai gruppi di opposizione rispetto ad un’informativa sulla programmazione del Trasporto Pubblico Locale, oggi finalmente l’Assessore Bonino ha effettuato la comunicazione in aula, ripetendo pedestremente i dati che, guarda caso, da 36 ore sono presenti sui giornali. Anzi: i dati riscontrati sui media scendono molto più nel dettaglio…Questa è diventata la modalità di alcuni Assessori di confrontarsi con il Consiglio Regionale: entro le ore 6 del 3 maggio dovremmo chiudere forzatamente la discussione di finanziaria e di bilancio, a causa dell’assurdo contingentamento dei tempi voluto dalla maggioranza e suggellato dal Presidente Cattaneo, ed ancora, soprendentemente, a distanza di 5 minuti uno dall’altro, l’Assessore al Bilancio Pichetto Fratin smentisce la stessa Bonino, e di conseguenza gli stessi articoli di giornale stampati il 1° maggio.

Nella sostanza: a 15 ore dalla coatta chiusura della discussione del bilancio consiglieri, cittadini e operatori non hanno nessuna certezza sui numeri del TPL e la stessa Giunta si contraddice al suo interno!

Inaccettabili e ridicoli!

tpldi Fabrizio Biolé
Mercoledì mattina 3 aprile ho presenziato come rappresentante regionale, oltre che come pendolare, all’incontro indetto presso la sede della Provincia di Torino dall’ANAV Piemontese, che ha convocato i Sindaci e gli amministratori provinciali della regione per definire le priorità attuali del sistema trasportistico piemontese.A seguito dei dati snocciolati la settimana scorsa dall’Assessore Barbara Bonino si paventerebbe un taglio, a metà anno, del 35% delle risorse per il TPL, mossa che decreterebbe la sicura distruzione della rete trasportistica con inimmaginabili ripercussioni per pendolari e studenti, oltre ad un abnorme esubero del personale addetto.

Già nell’anno passato il territorio ha subito la cancellazione di quattordici linee ferroviarie, e l’intenzione di Cota e Bonino darebbe il colpo di grazia al settore, che con un ammanco di oltre 100 milioni di euro crollerebbe in breve tempo portandosi dietro indotto e la cancellazione di servizi essenziali.

La scaletta blindata degli interventi, e il copione già scritto e riscontrabile nei discorsi di personaggi funzionali al sistema come il Presidente Antonio Saitta o il Sindaco Piero Fassino, ha centrato il proprio obiettivo: codificare una condivisibile battaglia per il mantenimento del servizio di trasporto, senza scoperchiare troppo le enormi contraddizioni, nè fornire alternative essenziali nel momento di carenza di risorse come il presente: nessuno ha infatti delineato l’imminente crollo della mobilità privata,ormai codificato da molti; nessuno ha saputo (voluto?) traslare la discussione da mera opposizione ai tagli della Giunta Regionale verso la necessità di una pianificazione trasportistica efficace a livello nazionale, nella quale il TPL ritorni basilare e prioritario e le carrettate di miliardi spesi per la presente, e soprattutto la futura – e inutile e devastante – alta velocità ferroviaria, vengano definite per quello che sono: inopportune e clientelari; nessuno infine, causa il palese uso elettoral-feudale che se ne fa periodicamente, ha accennato all’inopportunità e all’insostenibilità di una rete aeroportuale che, per rimanere nel settore trasportistico, ci porta ad avere in Italia uno scalo ogni 50 miseri chilometri…

Se dunque da un lato è rilevante la presenza di centinaia di fasce tricolore, si tratta di un’ennesima occasione perduta, subita dai cittadini che, nonostante tutto, fruiscono quotidianamente dei servizi di TPL e subdolamente voluta da chi non ha alcun interesse a trovare un vera impostazione a lungo termine, perchè non vuole, ma soprattutto perchè le lobbies che sulle grandi opere speculano, non glielo permetterebbero!

di Fabrizio Biolé

L’Aeroporto di Cuneo – Levaldigi, rinominato recentemente “Alpi del Mare”, nasce negli anni ’60, quando viene costituita la GEAC SpA, la Società di Gestione partecipata da enti locali, commerciali ed economici per il rinnovamento di quello che era un semplice campo di aviazione. Dalla fine degli anni ‘80 lo scalo è stato aperto al traffico commerciale nazionale e nel 1990 a quello turistico internazionale.

In occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 l’aeroporto ha poi acquistato formalmente il ruolo di secondo scalo torinese, grazie ad una cospicua iniezione di risorse pubbliche che ha sanato i debiti pregressi coprendo il buco di circa otto milioni di perdita d’esercizio dell’anno precedente.

Nonostante questo e nonostante l’aumento relativo di traffico che si attesta su risultati a due cifre da ormai qualche tempo, il risultato d’esercizio risulta comunque negativo nell’ordine di circa un milione e mezzo all’anno.

I principali soci di Geac sono la Provincia di Cuneo, la Camera di Commercio di Cuneo, che nella persona del suo Presidente Ferruccio Dardanello ha da sempre rappresentato il principale fautore della strategicità e dell’importanza dello scalo, e la Regione Piemonte tramite Finpiemonte Partecipazioni, più le municipalità principali della Provincia di Cuneo.

Nel 2012, nonostante i numeri fallimentari, lo scalo è rientrato nel novero dei cosiddetti “strategici”, a supporto di Caselle, all’interno del piano nazionale elaborato dal Ministero dei Trasporti. Secondo quest’ultimo, però, per Cuneo – Levaldigi deve essere verificata al sua condizione di progressiva sostenibilità economica, con l’eliminazione dei trasferimenti di risorse pubbliche, il coinvolgimento crescente di soci privati e, in mancanza di risultati positivi, l’effettiva chiusura.

Lo scalo resta tuttora in una fascia di passaggi annuali che lo rende non sostenibile presentando la metà delle utenze ritenute necessarie per Enac: almeno 600.000 annue.

L’assessorato ai Trasporti della Regione Piemonte ha in seguito commissionato uno studio a KPMG per fornire analisi oggettive sulla prospettiva di crescita dello scalo in un’ottica di integrazione con l’aeroporto di Torino, al fine di stimolare lo stesso comune di Torino a rilevare parte delle quote di Geac, ma i risultati non ci sono stati.

In questo contesto l’azionista principale di Geac, la Provincia di Cuneo, ha da 4 anni chiuso i rubinetti, sia per impossibilità contabile che per le osservazioni pervenute da parte della Corte dei Conti, le quali rilevano il perdurare degli squilibri finanziari della società di gestione. In questi giorni, dopo mesi di inedia,  il Consiglio Provinciale di Cuneo ha seguito l’esempio del Comune di Alba, votando una delibera di cessione del 75% delle proprie azioni, prevedendo la redazione di un bando per la loro assegnazione.

L’interrogazione che ho presentato ed illustrato in aula all’Assessore Bonino rispetto all’urgenza di programmare l’iter per la chiusura dello scalo nasce dalla presentazione poche settimane fa, dell’“Atto di indirizzo per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo
aeroportuale“, che ufficializzata l’insostenibilità di alcuni aeroporti marginali, tra i quali Levaldigi, manifestando la necessità di chiudere il sostegno statale ad essi, per farli traslare sotto la totale responsabilità delle Regioni di appartenenza.

Purtroppo l’interrogazione non ha dato i suoi frutti, infatti le risposte, già sentite più volte, sono attendiste e vergognosamente non tengono conto della situazione delle casse regionali, pur in un contesto di spending review in cui sarebbe opportuno avere ben chiaro l’ordine delle priorità, nel quale un aeroporto che non risponde a parametri qualitativi, quantitativi e geografici non può assolutamente rientrare!

Nel complesso si stima lo scalo sia costato più di 50 milioni di euro totali di risorse pubbliche, il Presidente di Geac Pepino ha stimato durante la seduta della commissione bilancio della Provincia di Cuneo che la chiusura costerebbe circa 3 milioni totali.

E tenerlo aperto quanto ci costerà?